Nuovo digitale terrestre, quando arriva e che cosa cambia

Il mondo della TV è pronto a essere rivoluzionato ancora una volta. Ecco quando arriva il nuovo digitale terrestre.
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L’Italia si prepara a una nuova rivoluzione nel mondo della visione dei canali televisivi. Ecco quando arriva il nuovo digitale terrestre e come capire se la TV supporterà questa nuova tecnologia.

Nuovo digitale terrestre, arriva il DVB-T2

Sono trascorsi appena due anni da quando il mondo della TV, e della sua visione, è cambiato radicalmente preparandosi alla rivoluzione definitiva che arriverà nei prossimi mesi. Molti italiani sono stati costretti a cambiare il proprio apparecchio, in quanto obsoleto, o ad affiancare a esso un nuovo decoder.

Un passaggio alla nuova tecnologia DVB-T propedeutico allo switch-off definitivo, pronto a portare la televisione verso una nuova frontiera che garantirà ai telespettatori un segnale migliore e più efficiente, contrassegnato da grande qualità e l’implementazione dei canali in 4K.

Come funzionerà il nuovo DVB-T2

Tra le caratteristiche distintive del DVB-T2 vi sono la capacità di supportare la trasmissione in modalità HDR e, come detto, la possibilità d’implementare canali in risoluzione 4K, offrendo agli spettatori un’esperienza visiva di gran lunga migliorata.

Oltre ai miglioramenti nella qualità dell’immagine, il DVB-T2 permette una gestione più efficiente delle frequenze. Con il passaggio a questo nuovo standard, le frequenze a 700 MHz attualmente utilizzate dal DVB-T1 verranno liberate, consentendo al 5G di diffondersi in tutto il Paese.

Un cambiamento che ha non solo lo scopo di migliorare l’esperienza dei telespettatori, ma anche di allargare a macchia d’olio l’utilizzo del 5G raggiungendo quelle zone d’Italia in cui il so funzionamento è ancora ridotto.

Come capire se si deve cambiare la TV

Per sapere se il proprio televisore è compatibile con il nuovo standard DVB-T2, ci sono alcuni semplici passaggi da seguire. Uno dei metodi più immediati consiste nel sintonizzarsi sui canali 200 o 558: se questi canali sono visibili, significa che l’apparecchio è già predisposto per ricevere correttamente il nuovo segnale e non necessita di essere sostituito.

Un altro aspetto importante da considerare è l’età del televisore. I dispositivi acquistati prima del 2017 probabilmente non dispongono di un sintonizzatore compatibile con il DVB-T2 e il codec HEVC h.265, entrambi necessari per ricevere il nuovo segnale.

Dunque, i proprietari di TV più datate dovranno verificare la compatibilità del loro apparecchio e considerare l’acquisto di un nuovo televisore o di un decoder di ultima generazione.

Quando arriva il nuovo digitale terrestre

Il passaggio al DVB-T2 avverrà in modo graduale, senza una data precisa che indichi quando lo standard sarà l’unico sistema disponibile. Tuttavia, ci sono già alcune indicazioni sulle tempistiche. La Rai, per esempio, ha annunciato l’intenzione di accendere il primo Mux in DVB-T2 il 28 agosto, con l’avvio dei primi test previsti per i giorni 27 e 28 maggio.

Il Codacons ha sollevato preoccupazioni riguardo ai costi che questo nuovo switch-off potrebbe comportare per le famiglie italiane. Molti dei televisori attualmente in uso non sono compatibili con i nuovi standard di trasmissione e dovranno probabilmente essere sostituiti, generando una nuova spesa per i consumatori.

Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha commentato che, a soli due anni dall’ultimo switch-off avvenuto nel 2022, gli utenti si trovano nuovamente a dover affrontare un cambiamento importante nel sistema di trasmissione.

Questo nuovo passaggio al DVB-T2, seppur necessario per migliorare la qualità del servizio e supportare lo sviluppo del 5G, non sarà indolore e comporterà disagi e costi aggiuntivi per i consumatori.

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